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Tuesday, December 4, 2018

Hands in Poems: Erri De Luca (XV)

Le mani

Guardo a una donna le mani per vedere se volano come
l'ala di un pipistrello in Africa una sera
di fame nelle viscere e sudore nel cuore,
fresca fulminea in faccia la carezza,
la più perfetta delle ricevute.
Non ero in tempo a provare ribrezzo
né a rispondere grazie,
schiaffo di seta al volo sullo zigomo,
un affetto sbadato di natura.
Guardo a una donna le mani per vedere se volano come.

En Solo andata (2005)

Tuesday, November 13, 2018

Letters in Poems: Erri De Luca (XIV)

Lettere


Se fossi qui, ti scriverei lo stesso
imbucherei la lettera nel collo di una bottiglia vuota
e la dovresti rompere, per leggere,
col rischio di tagliarti.
Le parole tra noi, soltanto se affilate.

En Solo andata (2005)

Monday, October 8, 2018

Letters in Poems: Erri De Luca (XIII)

Izet Sarajlic, nato nel'30, assente dal 2002

Il tuo nome diventerà una piazza
intanto dall'elenco l'hanno tolto, non c'è
tra gli abitanti di Azima Ferhatovica.
Sta con me nelle lettere spedite a firma: Izet.
Per gli amici eri Ido, diminutivo, io no,
niente di te volevo diminuire,
nemmeno il soprammobile di un nome,
fratello Grimm, come di noi dicevi,
tu Johàn e io Jakòb.
Di maggio a Sarajevo pioveva sulle lacrime
degli amici appoggiati alla betulla, quella di dopoguerra
messa al posto dell'altra finita nella stufa
insieme ai libri di uno degli inverni
dell'ultima guerra durata degli anni,
oggi dicono che le fanno in qualche settimana.

Nei passi che vanno a lasciarti in collina
le donne so' cchiù belle assaie
e ci sta pure Ešo, tuo fratello, uscito per la prima volta
dalla tua poesia: "Nati nel'23 fucilati nel'42".

Dopo la prima morte, ha scritto Dylan Thomas,
non ce n'è un'altra. È giusto,
dopo di questa nessun'altra ti porterà lontano
dalla sedia lasciata mentre eravamo ancora a gola calda
e l'oste non aveva sparecchiato.

En Solo andata (2005)

Friday, September 7, 2018

The Heart in Poems: Erri De Luca (XII)

Anche il niente si fanno bastare
dormono nelle tempeste con il pollice in bocca come cena.

Scintillano di sudore più accaniti di noi,
sono cespugli di spine, la morte non si accosta.

Nel sonno potente che ce li atterra in braccio
il loro cuore scredita in petto a un'antilope in fuga.

Poi riaprono gli occhi abbeverati, sazi,
ripartono a frugare nel recinto i varchi per uscire.

S'infilano tra i piedi dei guardiani,
si mischiano col fango del cortile.

Tornano con un dono per le madri
con il tesoro di una caramella.

Sono loro a difendere noi,
è il frutto a proteggere l'albero.

En Solo andata (2005)

Thursday, August 16, 2018

Hands in Poems: Erri De Luca (XI)

Mani mi hanno afferrato, doganieri del nord,
guanti di plastica e maschera alla bocca.

Separano i morti dai vivi, ecco il raccolto del mare,
mille di noi rinchiusi in un posto da cento.

Italìa, Italia, è questa l'Italìa?
Hanno buona parola per il loro paese, vocali piene d'aria.

"Si dice Itàlia e questa è una sua isola
di capperi, di pesca e di noialtri chiusi."

Non so che cosa è isola, chiedo e risponde:
"Terra che sta piantata in mezzo al mare".

E non si muove? "No, è terra prigioniera delle onde,
come noi del recinto." Isola non è arrivo.

En Solo andata (2005)

Thursday, July 19, 2018

Words in Poems: Erri De Luca (X)

Nota di geografia

Le coste del Mediterraneo si dividono in due,
di partenza e di arrivo, però senza pareggio:
più spiagge e più notti d'imbarco, di quelle di sbarco,
toccano Italia meno vite, di quante salirono a bordo.
A sparigliare il conto la sventura, e noi, parte di essa.
Eppure Italia è una parola aperta, piena d'aria.

En Solo andata (2005)

Thursday, June 14, 2018

Hands in Poems: Erri De Luca (IX)


Traducción de Fernando Valverde con la colaboración de Eden Tosi

LA LINEA
Ecco la foto della mia mano,
dove ogni zingara trova la linea del tuo nome,
una via maestra que punta diritto
al battito del polso e lo governa.

LA LÍNEA
He aquí la foto de mi mano,
donde toda gitana encuentra la línea de tu nombre,
una calle principal que apunta directamente

al golpe del pulso y lo gobierna.

Tuesday, May 8, 2018

Words in Poems: Erri De Luca (VIII)


Traducción de Fernando Valverde con la colaboración de Eden Tosi


POLVERE
Ricorda che sei polvere: d’accordo.
Se però posso scegliere di cosa:
non dell’oro, non della conchiglia,
ma polvere di gesso
di una parola appena cancellata
dalla superficie di lavagna.
E intorno un’aula di scolari applaude
la fine della scuola.

POLVO
Recuerda que eres polvo: de acuerdo.
Sí, pero puedo elegir de qué:
no de oro, no de concha,
sino polvo de yeso
de una palabra recién borrada
de la superficie de una pizarra.
Y alrededor un aula de escolares aplaude

el final de la escuela.

Wednesday, April 11, 2018

The Heart in Poems: Erri De Luca (VII)



Traducción de Fernando Valverde con la colaboración de Eden Tosi

UN BOSCO
L’amante incide l’albero con le iniziali,
traccia col ferro un cuore.
Ma il libro che scrivo sul quaderno
è cellulosa uccisa da una motosega,
la copertina è polpa di conifera abbattuta.
Scrittore, pianta un albero per ogni nuovo libro,
restituisci foglie in cambio delle pagine.
Uno scrittore deve un bosco al mondo.

UN BOSQUE
El amante marca el árbol con las iniciales,
traza con el hierro un corazón.
Pero el libro que escribo sobre el cuaderno
es celulosa asesinada por una motosierra,
la cubierta es pulpa de conífera derribada.
Escritor, planta un árbol por cada nuevo libro,
restituye hojas a cambio de las páginas.

Un escritor le debe un bosque al mundo.


Tuesday, February 6, 2018

Hands in Poems: Erri De Luca (VI)


Traducción de Fernando Valverde con la colaboración de Eden Tosi

MANIERA
Accosto la fronte alla tua, si toccano, dico: “È una frontiera”.
Fronte a fronte: frontiera, mio scherzo desolato, ci sorridi.
Col naso ci riprova, tocco il naso, per una tenerezza da canile:
“E questa è una nasiera”, dico per risentire casomai
un secondo sorriso, che non c’è.
Poi tu metti la mano sulla mia e io resto indietro di un respiro.
“Di lasciarsi?”, ti chiedo. “Sí, cosí”.

MANERA
Acerco mi frente a la tuya, se tocan, digo: “Es una frontera”.
Frente a frente: frontera, mi broma desolada, sonríes.
Con la nariz nos pruebo de nuevo, toco la nariz, con una ternura
      de perrera:
“Y ésta es una naricera”, digo para volver a sentir si acaso
una segunda sonrisa, que no aparece.
Después pones tu mano sobre la mía y yo me quedo tras un
       suspiro.
“Ésta es una manera”, me dices.
“¿De dejarse?”, te pregunto. “Sí, así”.