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Monday, April 24, 2023

Luns Musicais (VI): Samarcanda





Samarcanda

Soltamos as cordas da
rutina bisbando:
"Salvami, salvami,
fammi fuggire, fuggire di qua,

Coas mans nas crinas, berramos:
"Lévame
lévame 
lévame
corri cavallo, corri ti prego
fino a Samarcanda io ti guiderò,
non ti fermare, vola ti prego
corri come il vento che mi salverò
oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh, cavallo, oh oh

Trota,
non te deteñas ata chegar á cidade rochosa.

Alí buscarei o teu ollar claro,
so che mi guardavi con malignità,
son scappato in mezzo ai grilli e alle cicale,
son scappato via ma ti ritrovo qua!"

Abrázame en Samarcanda,
eri lontanissimo due giorni fa.
Marchei antes
pero espereite nesta calexa,
cos ollos pechados,
agardando o bater dos teus pasos na pedra.

"Ola, amor, benvido!
ho temuto che per ascoltar la banda
non facessi in tempo ad arrivare qua"

Sálvame
Sálvame
Abrázame
 en Samarcanda


Thursday, June 20, 2019

The Heart in Poems: Giuseppe Ungaretti (V)



ALTRA VOCE

Più nulla gli si può nel cuore smuovere,

Più nel suo cuore nulla
Se non acri sorprese del ricordo

In una carne logora?

Traducción de Luis Muñoz

OTRA VOZ

Nada más le remueve el corazón,

¿nada más en el corazón
sino amargas sorpresas del recuerdo

en una carne exhausta?

En El cuaderno del viejo (2000)

Saturday, May 25, 2019

The Heart in Poems: Giuseppe Ungaretti (IV)



PRIMA VOCE

Il cuore mi è crudele:
Ama né altrove troveresti fuoco
Nel rinnovargli strazi tanto vigile:
Lontano dal tuo amore
Soffocato da tenebra si avventa
E quando, per guardare nel suo baratro,
Arretri smemorandoti
In te gli occhi e l'agguanti,
Lo fulmina con la brama,
L'unica luce sua che dal segreto
Suo incendio può guizzare.

Traducción de Luis Muñoz

PRIMERA VOZ

El corazón es cruel conmigo:
ama, y en ninguna otra parte encontrarías fuego
tan alerta avivando sufrimientos:
lejos de tu amor,
sofocado de tiniebla, se deslumbra
y cuando, por mirar dentro de sí,
se retrae olvidándote
y lo resistes en los ojos,
lo fulmina el deseo,
la única luz suya que pueda en el secreto
hacer brillar su incendio.

En El cuaderno del viejo (2000)

Thursday, April 11, 2019

Words in Poems: Giuseppe Ungaretti (III)



Soffocata da rantoli scompare,
Torna, ritorna, fuori di sé torna,
E sempre l'odo più addentro di me.
Farsi sempre più viva,
Chiara, affettuosa, più amata, terribile,
La tua parola spenta.

Traducción de Luis Muñoz

Ahogada en estertores se retira,
torna, retorna, torna fuera de sí,
y cada vez la oigo más adentro,
hacerse cada vez más viva, 
clara, afectuosa, más amada, terrible,
tu palabra extinguida.

En El cuaderno del viejo (2000)

Thursday, March 28, 2019

Hands in Poems: Giuseppe Ungaretti (II)




Se una tua  mano schiva la sventura,
Con l'altra mano scopri
Che non è il turno se non di macerie.

È sopravvivere alla morte, vivere?

Si oppone alla tua sorte una tua mano,
Ma l'altra, vedi, subito t'accerta
Che solo puoi afferrare
Bricioli di ricordi.

Traducción de Luis Muñoz

Si una mano tuya esquiva la desdicha,
escribes con la otra
que todo son escombros.

¿Vivir es sobrevivir a la muerte?

Si se enfrenta a tu suerte una mano,
la otra, de pronto, te asegura que puedes aferrarte sólo 
a restos de recuerdos.

En El cuaderno del viejo (2000)

Wednesday, February 27, 2019

February in Poems: Giuseppe Ungaretti



Ogni anno, mentre scopro che Febbraio
È sensitivo e, per pudore, torbido,
Con minuto fiorire, gialla irrompe
La mimosa, S'inquadra alla finestra
Di quella mia dimora d'una volta,
Di questa dove passo gli anni vecchi.

Mentre arrivo vicino al gran silenzio,
Segno sarà che ninna cosa muore
Se ne ritorna sempre l'apparenza?

O saprò finalmente che la morte
Regno non ha che sopra l'apparenza?


Traducción de Luis Muñoz 

Cada año, al descubrir que febrero
es sensible y, por pudor, esquivo
con un diminuto florecer, irrumpe amarilla
la mimosa. Se encuadra en la ventana
de aquella casa mía de otro tiempo,
o de ésta donde paso mi vejez.

Mientras me acerco más al gran silencio,
¿será señal de que no muere nada
si vuelve para siempre la apariencia?

¿O sabré finalmente que la muerte 
no reina más que sobre la apariencia?

En El cuaderno del viejo (2000)

Tuesday, December 4, 2018

Hands in Poems: Erri De Luca (XV)

Le mani

Guardo a una donna le mani per vedere se volano come
l'ala di un pipistrello in Africa una sera
di fame nelle viscere e sudore nel cuore,
fresca fulminea in faccia la carezza,
la più perfetta delle ricevute.
Non ero in tempo a provare ribrezzo
né a rispondere grazie,
schiaffo di seta al volo sullo zigomo,
un affetto sbadato di natura.
Guardo a una donna le mani per vedere se volano come.

En Solo andata (2005)

Tuesday, November 13, 2018

Letters in Poems: Erri De Luca (XIV)

Lettere


Se fossi qui, ti scriverei lo stesso
imbucherei la lettera nel collo di una bottiglia vuota
e la dovresti rompere, per leggere,
col rischio di tagliarti.
Le parole tra noi, soltanto se affilate.

En Solo andata (2005)

Monday, October 8, 2018

Letters in Poems: Erri De Luca (XIII)

Izet Sarajlic, nato nel'30, assente dal 2002

Il tuo nome diventerà una piazza
intanto dall'elenco l'hanno tolto, non c'è
tra gli abitanti di Azima Ferhatovica.
Sta con me nelle lettere spedite a firma: Izet.
Per gli amici eri Ido, diminutivo, io no,
niente di te volevo diminuire,
nemmeno il soprammobile di un nome,
fratello Grimm, come di noi dicevi,
tu Johàn e io Jakòb.
Di maggio a Sarajevo pioveva sulle lacrime
degli amici appoggiati alla betulla, quella di dopoguerra
messa al posto dell'altra finita nella stufa
insieme ai libri di uno degli inverni
dell'ultima guerra durata degli anni,
oggi dicono che le fanno in qualche settimana.

Nei passi che vanno a lasciarti in collina
le donne so' cchiù belle assaie
e ci sta pure Ešo, tuo fratello, uscito per la prima volta
dalla tua poesia: "Nati nel'23 fucilati nel'42".

Dopo la prima morte, ha scritto Dylan Thomas,
non ce n'è un'altra. È giusto,
dopo di questa nessun'altra ti porterà lontano
dalla sedia lasciata mentre eravamo ancora a gola calda
e l'oste non aveva sparecchiato.

En Solo andata (2005)

Friday, September 7, 2018

The Heart in Poems: Erri De Luca (XII)

Anche il niente si fanno bastare
dormono nelle tempeste con il pollice in bocca come cena.

Scintillano di sudore più accaniti di noi,
sono cespugli di spine, la morte non si accosta.

Nel sonno potente che ce li atterra in braccio
il loro cuore scredita in petto a un'antilope in fuga.

Poi riaprono gli occhi abbeverati, sazi,
ripartono a frugare nel recinto i varchi per uscire.

S'infilano tra i piedi dei guardiani,
si mischiano col fango del cortile.

Tornano con un dono per le madri
con il tesoro di una caramella.

Sono loro a difendere noi,
è il frutto a proteggere l'albero.

En Solo andata (2005)

Saturday, August 18, 2018

The Heart in Poems: Dacia Maraini



Un gran pesce di vetro e la sua figlia senza cuore

Vorrei che tu e io
la smettessimo di fingere e di mentire
e quelle cose che tra di noi
le affettuosità
e dirsi sempre di sì quando è no
vorrei una volta in una tomba molto fresca
e grondante d’acqua, dove tu ed io
padre mio, nel dopoguerra
vorrei che noi, ma la tua faccia
padre mio, azzurra e incallita
fra le sopracciglia sottili
e la fronte convessa, fra le labbra
arricciate e il mento aguzzo
in una valletta allegra
vorrei che tu ed io, padre mio
ci dicessimo la verità
sulle nostre incantevoli e pruriginose
e fiacche passioni
e sui sentimenti amputati

Ecco, se buttassimo per una volta
questi vizi dalla finestra e
quel tuo odore giovanile rigurgitasse
in una tomba tersa e profumata
potremmo, padre mio
e se la verità
fra le tue nebbie e i miei malumori
sgorgasse con impeto feroce e rompesse
un gran pesce di vetro e la sua figlia senza cuore
in una tomba fresca di verze
dove saremo sdraiati comodi
e ci lasceremo scivolare via le impurità del corpo
come un’orina chiara e le lordure
se non è troppo tardi, padre mio
per me e per te
in quella tomba fresca dove berremo cocacola
e staremo tranquilli
e faremo un gioco di carte, sempre fingendo e mentendo
ecco vorrei sapere se tu ed io una volta, padre mio
ci potremo toccare e capire
tu ed io ormai sapendo
e conoscendo
tutte le astuzie e le simulazioni
della vanità e dell’egoismo
in quella tomba grondante di capelveneri
ci parleremo
o moriremo

Thursday, August 16, 2018

Hands in Poems: Erri De Luca (XI)

Mani mi hanno afferrato, doganieri del nord,
guanti di plastica e maschera alla bocca.

Separano i morti dai vivi, ecco il raccolto del mare,
mille di noi rinchiusi in un posto da cento.

Italìa, Italia, è questa l'Italìa?
Hanno buona parola per il loro paese, vocali piene d'aria.

"Si dice Itàlia e questa è una sua isola
di capperi, di pesca e di noialtri chiusi."

Non so che cosa è isola, chiedo e risponde:
"Terra che sta piantata in mezzo al mare".

E non si muove? "No, è terra prigioniera delle onde,
come noi del recinto." Isola non è arrivo.

En Solo andata (2005)

Thursday, July 19, 2018

Words in Poems: Erri De Luca (X)

Nota di geografia

Le coste del Mediterraneo si dividono in due,
di partenza e di arrivo, però senza pareggio:
più spiagge e più notti d'imbarco, di quelle di sbarco,
toccano Italia meno vite, di quante salirono a bordo.
A sparigliare il conto la sventura, e noi, parte di essa.
Eppure Italia è una parola aperta, piena d'aria.

En Solo andata (2005)

Thursday, June 14, 2018

Hands in Poems: Erri De Luca (IX)


Traducción de Fernando Valverde con la colaboración de Eden Tosi

LA LINEA
Ecco la foto della mia mano,
dove ogni zingara trova la linea del tuo nome,
una via maestra que punta diritto
al battito del polso e lo governa.

LA LÍNEA
He aquí la foto de mi mano,
donde toda gitana encuentra la línea de tu nombre,
una calle principal que apunta directamente

al golpe del pulso y lo gobierna.

Tuesday, May 8, 2018

Words in Poems: Erri De Luca (VIII)


Traducción de Fernando Valverde con la colaboración de Eden Tosi


POLVERE
Ricorda che sei polvere: d’accordo.
Se però posso scegliere di cosa:
non dell’oro, non della conchiglia,
ma polvere di gesso
di una parola appena cancellata
dalla superficie di lavagna.
E intorno un’aula di scolari applaude
la fine della scuola.

POLVO
Recuerda que eres polvo: de acuerdo.
Sí, pero puedo elegir de qué:
no de oro, no de concha,
sino polvo de yeso
de una palabra recién borrada
de la superficie de una pizarra.
Y alrededor un aula de escolares aplaude

el final de la escuela.

Friday, April 13, 2018

Letters to Oneself

Escribirse unha carta a ti mesmo/a. A cousa non parece revestir máis complexidade que a de relerte tempo despois e ver o progreso (ou estancamento, aseghún). Pero ten un especial atractivo, senón facede un inquérito entre os/as vosos/as coñecidos/as e veredes cantos atopades que ou ben escriben un diario, ou participaron na preparación dunha cápsula do tempo, ou escriben textos que deixan no medio de libros ou gardan en caixóns.

Co mesmo fin, FutureMe é unha web onde podes escribirte e en 5 anos envíanche o e-mail co texto que redactaches media década antes. É un xeito de asegurarte que o teu desorde ou esquecemento non impidan recibir a "carta".

No blog Pick the Brain dan 5 motivos para escribirte cartas a ti mesmo: cultivar a gratitude, favorecer o autocoñecemento, apreciar o paso do tempo, regalarte un recordo ou crear o teu futuro. Ou ben pode ser que teñamos motivos ulteriores, como o da muller asturiana desta noticia: leva varios anos escribíndose a si mesma para dese xeito ver todos os días ao carteiro, do cal estaba namorada. Nunca se atreveu a falarlle, pero agora que se publicou a información o homiño xa o sabe e algo pasará. Di o implicado: "La verdad es que se me hacía raro que recibiese tantas cartas, pero yo estaba encantado de verla, aunque como no me dirigía la palabra pues no me había animado a piropearla, a partir de ahora cambiará la cosa".

Que se escribiría nesas cartas? Serían unha especie de diario? Deixarallas ler agora? Quen sabe!

Eu, pola miña parte, déixovos con tres opcións de libro-cartas, a proposta que nos fan desde Fabbri Editori para sistematizar este proceso escritura de misivas, ben a un mesmo, ben á persoa amada, ou a un/ha fillo/a. Non custa tanto, son só doce cartas que podemos datar como nós vexamos e logo ir abrindo (se chegamos aló, que dirían os avós) e redescubrirnos.

Lettere a me stesso
"Hai mai immaginato di scrivere alla persona che diventerai? Speranze, sfide, obiettivi e sogni. Dodici lettere, da sigillare oggi e da aprire in futuro, per ricordare da dove sei partito e per capire dove sei arrivato."
Lettere per il mio amore

Lettere per quando sarai grande


Wednesday, April 11, 2018

The Heart in Poems: Erri De Luca (VII)



Traducción de Fernando Valverde con la colaboración de Eden Tosi

UN BOSCO
L’amante incide l’albero con le iniziali,
traccia col ferro un cuore.
Ma il libro che scrivo sul quaderno
è cellulosa uccisa da una motosega,
la copertina è polpa di conifera abbattuta.
Scrittore, pianta un albero per ogni nuovo libro,
restituisci foglie in cambio delle pagine.
Uno scrittore deve un bosco al mondo.

UN BOSQUE
El amante marca el árbol con las iniciales,
traza con el hierro un corazón.
Pero el libro que escribo sobre el cuaderno
es celulosa asesinada por una motosierra,
la cubierta es pulpa de conífera derribada.
Escritor, planta un árbol por cada nuevo libro,
restituye hojas a cambio de las páginas.

Un escritor le debe un bosque al mundo.